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“Ritornava una rondine al tetto, …..”


nido di rondine sotto al tetto
nido di rondine

In questo mese di luglio le rondini hanno voluto gratificarci costruendo il loro nido sotto la veranda

di una camera del nostro agriturismo: la camera denominata erica, in omaggio alle decine di

esemplari di questa essenza mediterranea che abbiamo alloggiato nella nostra campagna.


La rondine comune, hirundo rustica, è un piccolo uccello migratore diurno dell'ordine dei passeriformi, della famiglia degli irundinidi. È una specie molto adattabile, presente in tutta Europa. Riconoscibile dalla forma biforcuta della coda, l'apertura alare ha una misura che varia dai 30 ai 35 centimetri e il peso raggiunge al massimo i 25 grammi. Il piumaggio è nero con riflessi blu sulla parte superiore, mentre il sotto ala è grigio. La gola presenta una fascia di piumaggio arancione nell'individuo giovane e raggiunge un colore rosso acceso negli adulti.


Gli attuali cambiamenti climatici stanno portando a un declino della specie, considerata “quasi minacciata” nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia. Minacce legate soprattutto alle modificazioni dei sistemi tradizionali di conduzione agricola.


Borgo Segine, per le sue colture, olio, ortaggi e frutta che porta a tavola per suoi ospiti, ha adottato sin dall’inizio l’agricoltura biologica. E’ importante, perché la rondine si nutre di insetti, quali mosche, zanzare, cavallette, grilli, libellule, scarabei, falene ospitati nella ns. campagna. Grazie a questa abitudine alimentare, si crea una simbiosi con le coltivazioni perché diventa un'utile alleata nella lotta contro gli insetti dannosi per il raccolto.


Noi desideriamo che le nostre rondini non subiscano l’epilogo della tristemente famosa rondine

della poesia 'X agosto' del grande poeta Giovanni Pascoli.


nido di rondine


Per questo, OGGI, abbiamo assunto la decisione di togliere la camera Erica dalla disponibilità di

alloggiarvi: le rondini di Borgo Segine potranno covare ed alimentare indisturbate i loro pulli ed

involarsi in autunno verso l’Africa subsahariana.


Con l’auspicio di rivederle ed ospitarle anche il prossimo anno.


Ad maiora.

Mario






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